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30-11-2004. Mozione Comune di Milano

Il Consiglio Comunale di Milano

Preso atto

- Che l’Italia non è oggi in grado di produrre energia elettrica in misura sufficiente per coprire il suo fabbisogno ed è costretta ad acquistarne il 16% all’estero

- Che questa situazione accentua il pericolo di blackout come quello che ci ha colpito nella notte tra il 27 e il 28 settembre
- Che la costruzione di nuove centrali è urgente e indispensabile per mantenere la competitività del Paese, come ha asserito lo stesso presidente della Repubblica
- Che l’Italia si è impegnata a rientrare entro il 2020 nei parametri del protocollo di Kyoto, che richiede un aumento della quota di energia pulita, che solo l’atomo riesce a fornire in quantità industriale
- Che dopo la sciagura di Chernobyl non si è verificato nel mondo alcun altro incidente di rilievo alle centrali nucleari esistenti e che la sicurezza è molto aumentata con le nuove tecnologie oggi disponibili
- Che, comunque, l’Italia dipende dalle forniture di energia di origine nucleare francese e svizzera e che, in caso di incidente, non sarebbe comunque risparmiata dalle radiazioni sprigionate dalle loro centrali
- Che il referendum del 1986 non vieta in modo esplicito la costruzione di centrali nucleari e comunque non può essere considerato vincolante per l’eternità
- Che la maggioranza degli esperti considera comunque quel referendum un grave errore, costato all’Italia non solo decine di migliaia di miliardi delle vecchie lire per la chiusura o la conversione degli impianti già esistenti, ma anche la virtuale perdita di un settore scientifico e industriale molto importante
- Che nel mondo intero si registra una inversione di tendenza nei confronti dell’energia nucleare, con la Finlandia che, due anni fa, ha rotto il tabu e avviato la costruzione della prima nuova centrale dell’Unione Europea dopo Chernobyl
- Che la Francia, il Paese della UE che dispone del maggior numero di centrali nucleari, è anche la maggiore esportatrice di energia elettrica e quella che, con la Svezia, ha i costi energetici più bassi

Invita il Governo

A tornare al più presto sull’infausta decisione di rinunciare all’energia nucleare, presa sotto una forte spinta emotiva e in maniera non razionale, e pertanto di riavviare le centrali dismesse ancora agibili e di cominciare lo studio per nuovi impianti con le tecnologie più moderne e sicure oggi disponibili.