09-03-2005. Comunicato di Christina
Sponza
Convegno sul nucleare al CNR
Gravi le affermazioni del vice-ministro
Possa
Il responsabile energia di FI interpreta in maniera distorta il
risultato del referendum sul nucleare.
Un ottimo alibi per giustificare l’incapacità di gestire
la materia energetica in Italia.
L’intervento del vice-ministro Guido Possa – responsabile
del settore energia di Forza Italia – all’odierno convegno
“I costi delle scelte disinformate: il paradosso dell’energia
nucleare in Italia” organizzato dall’associazione Galileo
2001, dimostra superficialità di analisi politica, volendo
escludere la malafede.
Ascrivere, infatti, al referendum del 1987 non solo le cause della
rinuncia all’energia nucleare civile (questione mai posta
da quei tre quesiti) ma addirittura il declino industriale italiano,
appare una comoda strategia per de-responsabilizzare le scelte dei
governi, dagli anni ’80 ai giorni nostri. Scelte, evidentemente,
non del tutto efficaci visto il permanere di una situazione di elevato
costo di approvvigionamento energetico e, oggi, di complessa compensazione
delle emissioni di anidride carbonica, per il rispetto del protocollo
di Kyoto.
Sarebbe più utile che l’On. Possa si ponesse la preoccupazione
politica della mancanza di un Piano Energetico Nazionale moderno
e del fatto che, nonostante il D.L. 112/98 Bassanini per la devoluzione
di competenze dallo stato alle regioni in materia di energia, soltanto
un pugno di regioni si sia dotata di un Piano Energetico Regionale.
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