10-09-2004. IL
PICCOLO - pagina 1 Gorizia
SALUTE. Ai Giardini pubblici la raccolta per abrogare la legge sulla
fecondazione assistita
Referendum a caccia di firme
«Quando
è stata approvata la legge sulla fecondazione assistita l’Italia
è finita in serie zeta». Non ha usato mezze misure
Renato Fiorelli nell’evidenziare il forte contrasto tra le
polemiche che hanno accompagnato l’approvazione della legge
e il silenzio che ne è seguito. In un incontro pubblico organizzato
ieri al Caffè Ferigo si è voluta richiamare l’attenzione
sul problema e si è ricordato che, per raccogliere entro
il 20 settembre le 500mila firme necessarie a raggiungere il quorum
referendario contro una legge ritenuta oscurantista, domani dalle
9 alle 21 ai Giardini pubblici sarà presente una staffetta
di esponenti politici e di associazioni. «A Gorizia su questo
referendum fino a ora c’è stata poca partecipazione,
abbiamo ancora due fine settimane per raggiungere le firme necessarie.
Ora è importante che la gente firmi» ha sottolineato
Fiorelli. «È un problema paragonabile a quello del
divorzio e dell’aborto, la gente però lo sta capendo
solo ora», ha aggiunto il radicale Ugo Raza. Secondo Rosaria
Di Dato, di Sos Rosa, «è una legge perfida che non
rispetta nè le madri, nè i padri, tantomeno la scienza.
«Oltre al problema della fecondazione assistita c’è
quello delle cellule staminali che - come ha dimostrato il caso
del bambino tallassemico guarito grazie alle cellule dei fretellini
- può dare speranza a 10 milioni di ammalati» ha continuato
Riccardo Stabile dell’associazione «Luca Coscioni».
«Gorizia ha sempre dimostrato d’essere una città
laica, speriamo si ripeta perchè su temi simili tutti i cittadini
devono avere la possibilità di decidere» ha concluso
il capogruppo Sdi Ales Waltrisch.
Stefano Bizzi
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